Pedalare nello smog, uno studio sugli effetti Sportivi e non solo se lo chiedono spesso: ma l’attività fisica in mezzo allo smog è dannosa? Qual è il rapporto rischi/benefici dello sport leggero praticato dentro una città? È importante saperlo soprattutto oggigiorno e soprattutto nel nord-Italia , una delle aree più inquinate d’Europa. Le nubi di polveri sottili che colpiscono sempre più spesso la pianura padana hanno provocato giustificati appelli alla cautela per chi vive in quei luoghi. Tuttavia non bisogna farsi prendere dal panico e per queste ragioni rinunciare a muoversi, alternativa estremamente peggiore dal punto di vista della salute. Uno studio condotto congiuntamente da diverse università nel mondo chiarisce meglio un dubbio che attanaglia da sempre diverse persone. Tra i diretti interessati ci sono sicuramente i ciclisti urbani che, soprattutto nelle città meno pianeggianti, tendono a ventilare con più frequenza e più in profondità . Subito dopo troviamo corridori, scooteristi e semplici pedoni , anche loro esposti ai malsani miasmi delle nostre metropoli. E non si salvano nemmeno gli automobilisti. Non pensiate infatti che muoversi in un abitacolo sia tanto meglio: tenere i finestrini aperti o far circolare l’aria attraverso l’impianto di condizionamento è soltanto leggermente meno dannoso . Pedalare nello smog però, tende giustamente a preoccupare tutti quei ciclisti che usano la bici quotidianamente. Compiere dei respiri a pieni polmoni in mezzo ai tubi di scarico non sembra una pratica molto sana e non è chiaro se in qualche modo venga compensata dai benefici dell’attività fisica in sé. Lo studio Secondo uno studio condotto congiuntamente da diverse università nel mondo, i vantaggi dell’attività fisica in un contesto urbano superano i danni provocati dal relativo inquinamento, tranne quando questo è presente in modo estremamente elevato. Nell’analisi sono stati considerati due scenari di massima, il primo in cui le concentrazioni di particolato PM2,5 si attestavano intorno ai 22 μg/m3 , il secondo con invece livelli altissimi, e cioè oltre i 100 μg/m3 . E’ stata poi analizzata la mortalità in base allo scenario, verificando se un’attività fisica come pedalare o camminare fino a 16 ore al giorno influenzasse in qualche modo il risultato. Nel caso del primo scenario , quello più diffuso secondo una media mondiale, i benefici dell’attività fisica superano di gran lunga i rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico, anche nei casi di fatica più intensa. Possiamo perciò stare tranquilli, il rapporto rischi/benefici pone a favore dei secondi .Invece, nelle aree con una concentrazione costante di PM2,5 di 100 μg/m3, i danni supererebbero i vantaggi solo dopo 1 ora e 30 minuti di bicicletta al giorno o più di 10 ore di camminata , tempi in ogni caso molto distanti dalla media dei normali spostamenti urbani. Secondo l’OMS, le città con un simile livello di concentrazione sono per fortuna poche, ma le cose stanno peggiorando rapidamente, soprattutto in Pianura padana (l’area più inquinata d’Europa) e in particolare a Milano. I consigli della Fondazione Veronesi Non si tratta di una vera e propria novità; questo studio è solo una conferma di altri dati scientifici disponibili e che da diverso tempo vengono diffusi. La Fondazione Veronesi ad esempio dice chiaramente che lo smog non è una buona ragione per evitare di fare attività fisica all’aperto e dà alcuni consigli, tanto banali quanto efficaci, per praticarla in sicurezza: informarsi sulla qualità dell’aria prima di eseguire sport all’aperto; evitare il traffico e cercare aree verdi ; indossare una mascherina per passeggio o nei tratti di spostamento. Noi aggiungiamo di tenere in considerazione anche i filtri nasali che permettono di inspirare dal naso aria filtrata ma, se dovesse essercene bisogno, di fare anche delle inalazioni dalla bocca.Stare sul divano è quindi molto peggio, tanto che ormai si dice che stare seduti sia il nuovo fumare . La vita sedentaria porta ad una serie di problemi non facilmente individuabili nell’immediato ma che possono diventare gravi in brevissimo tempo. Certo, quando le polveri sottili sono troppo elevate e la percezione del respiro comincia a farsi davvero pesante bisogna assolutamente preferire l’indoor. Con l’arrivo della stagione calda questi fenomeni saranno purtroppo più frequenti ed è importante avere coscienza su come comportarsi. Perché scegliere l’e-bike Riassumendo quindi possiamo tranquillamente pedalare in città, ci farà comunque meglio che stare fermi in automobile o chiusi in casa , dove anzi perdiamo l’occasione di compensare ai danni dell’aria cattiva attraverso dell’attività fisica. Certo, se ci troviamo in bici al centro di Pechino o quando ci sono specifici appelli alla cautela, magari evitiamo di darci dentro per due ore proprio in mezzo al traffico, ma in tutti gli altri casi ci farà solo che bene. L’inquinamento ormai è ovunque e presente in diverse forme, quello che possiamo fare è soprattutto evitare di innalzare i livelli di PM2,5, anche attraverso l’uso della bici : è stato infatti dimostrato che l’utilizzo di questo veicolo incide molto sullo smog a livello locale, contrastando l’azione dannosa delle cosiddette isole di calore. I modelli a pedalata assistita poi, sembrano particolarmente vantaggiosi in questo senso, sia perché riducono la circolazione di mezzi più pesanti, sia perché permettono una respirazione meno affannosa a cui è possibile associare dispositivi di protezione leggeri. In un nostro precedente articolo abbiamo parlato proprio di questo tema e vi rimandiamo a lui per maggiori dettagli; vale però la pena ricordare anche qui che mascherine sportive e filtri nasali devono essere utilizzati con la massima attenzione. Se quindi siete ciclisti urbani o avete intenzione di diventarlo, considerate l’utilizzo di una bici elettrica a pedalata assistita : farete del bene alla vostra città, al pianeta, e anche a voi stessi.
Nuova Lancia Ypsilon: ecco l’ibrido che mancava
Nuova Lancia Ypsilon: ecco l’ibrido che mancava https://www.youtube.com/watch?v=Y9Jmm8uJfB0 La nuova Lancia Ypsilon si sta facendo notare, così dopo averla vista debuttare in versione elettrica, nella sua edizione speciale Cassina che ha conquistato notevolmente il grande pubblico, adesso è giunta l’ora di scoprirla in un’altra veste ibrida , forse, ancor più adatta alla platea italiana che non ha ancora abbracciato in modo caldo e convincente la trazione elettrica. La prima creatura del “ rinascimento Lancia ” è un veicolo che rappresenta un tassello importante nello scacchiere del rilancio del costruttore torinese, che da troppo tempo vive nell’oblio. Adesso è il momento di tornare a brillare. L’entusiasmo intorno a Lancia Ypsilon L’entusiasmo e la voglia che circondano la nuova Lancia Ypsilon sono palpabili così, a distanza di pochi giorni dall’annunciato ritorno della mitica sigla HF , che rappresenta una rinnovata sportività, il listino italiano si arricchisce della versione ibrida che va ad appaiare quella elettrica. La Ypsilon abbiamo avuto modo, in queste prime settimane, di approfondirla con la lente di ingrandimento, apprezzando le tante soluzioni stilistiche che l’hanno resa diversa dalle sue “ cugine ” del Gruppo Stellantis, cominciando da quel curioso tavolino che si colloca all’interno del raffinato abitacolo. Per quanto riguarda questa versione ibrida le differenze stilistiche sono ben poche – salvo la mascherina aperta e lo scarico posteriore -, perché anche in questo caso abbiamo Cassina a firmare i raffinati interni. Una delle più importanti novità è il sistema di infotainment S.A.L.A. (Sound Air Light Augmentation), scelto per la prima volta da Stellantis su una vettura di produzione, e dotato di guida autonoma di Livello 2. Le due telecamere a 180°, anteriore e posteriore, permettono una visione senza limiti grazie al monitoraggio degli angoli ciechi, mentre i display da 10.25” indicano lo spazio di manovra attorno all’auto. L’auto è un concentrato di tecnologia che conta anche su sistemi quali l’Automonous Emergency Braking (AEB) e l’Adaptive Cruise Control (ACC). Il motore ibrido La Lancia Ypsilon si affida a un motore di ultima generazione, un 3 cilindri benzina da 1.2 litri e 100 CV (74 kw) di potenza, coadiuvato da un sistema ibrido a 48V , che abbina efficienza e affidabilità. Anche le prestazioni sono garantite, perché grazie a questo gruppo propulsore la nuova nata del Marchio italiano riesce a raggiungere la velocità massima di 190 km/h e registra un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi. Inoltre, la possibilità di passare all’alimentazione elettrica permette di ridurre i consumi della vettura e migliorare l’esperienza di guida, anche grazie ai sistemi di manovra a basso consumo che rendono i movimenti fluidi e dinamici, anche nei percorsi cittadini. La versione ibrida presenta esclusivamente un cambio automatico e-DCT a 6 rapporti e, tramite il supporto delle funzionalità elettroniche quali e-Start, w-Parking, e-Queueing ed e-Creeping, permette di plasmare lo stile di guida migliore sulla base delle esigenze e preferenze del conducente. L’offerta di lancio L’esclusiva Lancia Ypsilon Edizione Limitata Cassina MHEV sarà disponibile a partire da 28.000 euro e con un’offerta finanziaria in collaborazione con Stellantis Financial Services Italia che prevede un anticipo di 6.538 euro e una rata mensile di 200 euro al mese per 35 mesi che include 3 anni/30.000km di garanzia. Insomma, oltre all’elettrica l’offensiva Lancia può contare su un altro prodotto sicuramente interessante.
Formula 1: debutta una nuova gomma in Australia
Formula 1: debutta una nuova gomma in Australia La Formula 1 sbarca in Australia per il terzo appuntamento del suo ricco calendario, composto da 24 tappe diverse. Dopo aver archiviato i primi due round disputati in Medio Oriente, sulle piste del Bahrein e dell’Arabia Saudita, il Circus vola a Melbourne per uno dei GP più particolari in assoluto. Solitamente sull’asfalto cittadino della bella cittadina oceanica può accadere di tutto, soprattutto che i rapporti di forza precedentemente consolidati vengano annullati. La tradizione afferma che qui, l’imprevedibilità regna sovrana. Per l’occasione, Pirelli presenta la nuova gomma “ super soft “, la più morbida di tutto il lotto, chiamata tecnicamente “ C5 “. Ecco la Pirelli C5 Pirelli, fornitore ufficiale ed esclusivo della F1, presenta un lotto di cinque mescole differenti , delle quali la C5 sarà quella più morbida in assoluto. La decisione di introdurre questa novità, non del tutto inedita dato che l’azienda italiana aveva fornito una soluzione equivalente al GP d’Australia 2022 che fu vinto da Leclerc, nasce alla luce di quanto accaduto lo scorso anno. La C2 – la hard – fu la grande protagonista del 2023, con dieci piloti che la usarono per 47 dei 58 giri percorsi e altri tre che ne completarono più di 50 in una gara caratterizzata da numerose interruzioni con la safety-car scesa in pista per tre volte a causa di altrettante bandiere rosse con due ripartenze da fermo e una lanciata. Il tracciato, allestito all’interno dell’Albert Park e caratterizzato da 14 curve, è stato reso più dinamico e rimane una pista dove i sorpassi sono difficili , anche se non più come nel passato. Dal punto di vista della strategia, tradizionalmente la sosta singola è quella più scelta: la possibilità di optare per una mescola più morbida potrebbe aprire qualche spiraglio per delle alternative o, comunque, per avere delle situazioni in cui la differenza di passo fra le vetture in pista determinata dalla perdita di prestazione dei pneumatici può rendere più agevoli i sorpassi. Un pneumatico poco utilizzato La C5, pur essendo rimasta praticamente invariata rispetto al 2023, è la mescola che, fino a questo momento, è stata meno usata con le attuali monoposto. Infatti, oltre a non essere stata selezionata in nessuno dei primi due Gran Premi , sono stati solamente 140 i chilometri percorsi con la più morbida delle cinque P Zero del 2024 in occasione dell’unica sessione di test , svoltasi a Sakhir (Bahrain) dal 21 al 23 febbraio scorsi, con un solo vero run completato da Lewis Hamilton e poi da tanti out-in fatti dai piloti della Williams. Va aggiunto che solamente altre due scuderie (Ferrari e Stake F1) avevano scelto questa mescola, decisamente poco adatta per un asfalto abrasivo come quello del Bahrain. Un’incognita, seppur relativa, in più in vista del Gran Premio. Questo potrebbe aumentare il fattore di imprevedibilità e, di conseguenza, di spettacolo. Pista a tradizione Ferrari e Mclaren Guardando l’albo d’oro di Melbourne, il pilota che qui ha trionfato di più è il leggendario Michael Schumacher , con 4 successi tutti insieme alla Ferrari. Il Cavallino Rampante, però, è al secondo posto nell’albo d’oro delle vittorie australiane (10), alle spalle della Mclaren (11). La Red Bull, qui, ha vinto solo due volte: una con Vettel nel 2011 e una con Verstappen lo scorso anno. Chissà che non possa capitare qualcosa di anomalo anche questa volta, magari grazie proprio alla Pirelli C5.
BMW reinterpreta il futuro con la Vision Neue Klasse X
BMW reinterpreta il futuro con la Vision Neue Klasse X BMW non si siede sugli allori di un anno straordinario, come è stato il 2023, ma è pronta ad affrontare le sfide future con grande forza e caparbietà. In questa ottica nasce la concept Vision Neue Klasse X , che vuole la rappresentare il primo tassello di un nuovo corso, che ha l’obbligo di proiettare la sportività e l’esclusività del Brand, in una dimensione spendibile anche nel domani, attraverso i suoi SUV elettrici. Il primo modello di serie arriverà nel 2025 e sarà prodotto nella nuova fabbrica di Debrecen (Ungheria). Gli ingredienti della BMW Vision Neue Klasse X Il design combina una tinta chiare con un abitacolo luminoso e spazioso. Inoltre, effetti speciali di illuminazione e sonori abilitati dalla prossima generazione di BMW iDrive migliorano l’esperienza dell’utente, in chiave digitale e intuitiva. Le tre caratteristiche principali della Neue Klasse sono: elettrica, digitale e circolare. A queste bisogna sommare un altro fattore altrettanto determinante: il piacere di guidare che costituisce il centro del marchio BMW, e che viene portato al livello successivo. Il telaio e un nuovo controllo offrono un’esperienza di guida verso un gradino più alto, che è personalizzata in base alle esigenze del singolo individuo. Si basa su un nuovo stack software realizzato internamente dal Gruppo BMW che consentirà ai veicoli della Neue Klasse di garantire una guida fluida in ogni momento . Due dei quattro nuovi super-cervelli porteranno l’esperienza di guida dove non si è mai spinta finora. Uno stile tipicamente BMW Con una maggiore altezza da terra, l’architettura dell’auto elettrica garantisce ottime combinazioni per un abitacolo ancora più spazioso. Permette un passo lungo, sbalzi corti e proporzioni classiche BMW. Grandi superfici vetrate e il tetto panoramico in vetro inondano l’interno di luce naturale, creando una spaziosità ariosa che è completata da tessuti in colori caldi. All’esterno ci sono dei fari LED verticalmente allineati che offrono una nuova interpretazione della firma luminosa caratteristica del marchio . Al centro immancabile la griglia a doppio rene, reinventata come una scultura tridimensionale con contorni allineati e retroilluminati. Insieme, i fari e la griglia danno forma a un effetto di illuminazione che viene attivato quando il conducente si avvicina al veicolo e continua all’interno. La sezione posteriore, invece, è massiccia. I gruppi ottici si estendono verso il centro e forniscono un’interpretazione orizzontale della tipica forma a L che da sempre rappresenta un tratto distintivo dei veicoli bavaresi. I suoi elementi stampati in 3D sono controllati individualmente con intensità luminosa variabile per trasmettere un effetto di profondità espressivo. BMW eDrive al massimo della forma La sesta generazione della tecnologia BMW eDrive promette meraviglie . Quest’ultima include nuove celle di batteria agli ioni di litio rotonde, con una densità energetica volumetrica superiore di oltre il 20 percento rispetto alle celle prismatiche precedentemente utilizzate. Il passaggio a un sistema a 800 volt migliorerà la velocità di ricarica fino al 30 percento, consentendo ai veicoli di ricaricare 300 chilometri in soli dieci minuti. Non ci sarà più spazio per l’endotermico. La sesta generazione di BMW eDrive offre anche fino al 30% in più di autonomia . Quando si tratta di aerodinamica, la BMW Vision Neue Klasse X vanta un nuovo impressionante valore di punta: con una riduzione del 20 percento della resistenza aerodinamica rispetto a un modello comparabile della gamma attuale. Insomma, il gigante teutonico si appresta a cavalcare le prove del domani con una forza disarmante
Autovelox fissi e mobili: ecco le nuove regole sui controlli
Autovelox fissi e mobili: ecco le nuove regole sui controlli https://www.youtube.com/watch?v=BJOH17FIpqM Ha preso forma il decreto sulle nuove regole per l’utilizzo degli autovelox , in linea con la riforma del Codice della Strada del 2010 ovvero la legge 120 del 29 luglio 2010. Dal punto di vista tecnico manca la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dopo il via libera della Conferenza unificata, il tavolo di confronto e coordinamento tra Governo, Regioni e Comuni. Il provvedimento, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con il Ministero dell’Interno, è formato da sei articoli e due allegati, uno riguardante la posizione delle postazioni di controllo e l’altro le modalità d’uso dei dispositivi. Non c’è alcun riferimento sull’omologazione o sull’approvazione delle apparecchiature : si tratta di una questione che genera discussioni da molti anni e sulla quale non esiste ancora un orientamento univoco nella giurisprudenza. Da parte loro, i Comuni insistono da tempo sulla risoluzione della vicenda. Dove saranno collocati gli autovelox Sulla base delle nuove regole sui vari tipi di autovelox , sulle strade diverse dalle autostrade, la collocazione dei dispositivi per il rilevamento della velocità deve avvenire “ nel rispetto dei criteri della pianificazione operativa concordata in sede di Conferenza provinciale permanente “. I Comuni non hanno più autonomia decisionale in merito, ma devono agire in coordinamento con gli altri enti territoriali. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni e duplicazioni, garantendo al contempo il controllo sul rispetto dei limiti di velocità , senza effettuare rilevamenti multipli sullo stesso tratto di strada o nello stesso periodo. Gli autovelox sulle strade diverse dalle autostrade e dalle extraurbane principali possono essere installati solo nel caso in cui si verificano alcune condizioni: un elevato tasso di incidenti legati alla velocità negli ultimi cinque anni; la dimostrata impossibilità o difficoltà nella contestazione immediata; la rilevazione di velocità medie dei veicoli superiori ai limiti consentiti. I Comuni e le Province hanno 12 mesi per rimuovere gli autovelox non conformi alle nuove disposizioni. La questione dei costi da sostenere Le nuove regole sugli autovelox stabiliscono che le s pese di accertamento devono essere dettagliate e documentabili in modo analitico. Saranno considerate solo le spese relative all’identificazione del trasgressore tramite banche dati pubbliche, le cui tariffe sono generalmente molto basse o addirittura nulle. Non sono considerate le spese relative all’utilizzo delle apparecchiature né i costi successivi come assistenza legale o recupero crediti. In sostanza, saranno comprese solo le spese postali. Le apparecchiature possono essere ottenute mediante leasing, noleggio a canone fisso , comodato d’uso da altre amministrazioni pubbliche o enti concessionari di strade. Il compenso per il fornitore è correlato al costo dei dispositivi o al tempo di utilizzo. Non è dunque legato alla quantità di sanzioni accertate o riscosse. Gli autovelox mobili sulle strade urbane A eccezione di circostanze particolari, gli autovelox possono essere impiegati solo quando il limite di velocità non sia inferiore a 50 chilometri orari sulle arterie urbane principali, pari a 50 chilometri orari nelle zone urbane residenziali e locali, 30 chilometri orari sulle piste ciclabili urbane e non inferiore a 30 chilometri orari lungo i percorsi pedonali. Deve essere mantenuta una distanza minima tra differenti dispositivi autovelox situati sulla stessa strada. Tra due autovelox consecutivi è necessaria una distanza di almeno 1.000 metri sulle arterie urbane principali e 500 metri sulle strade residenziali e locali. Allo stesso tempo, la distanza tra il segnale del limite di velocità e il dispositivo autovelox non può essere inferiore a 200 metri sulle arterie urbane principali e a 75 metri su tutte le altre strade. Gli autovelox mobili sulle strade extraurbane In alcun caso è consentito l’utilizzo dei dispositivi autovelox dove il limite di velocità risulti eccessivamente basso. Tranne in circostanze specifiche, questi dispositivi possono essere operativi solo in tratti stradali in cui il limite di velocità non sia inferiore di più di 20 chilometri orari rispetto a quello massimo stabilito dal Codice della Strada per quel determinato tipo di arteria. Si conferma inoltre il requisito già previsto dalla normativa che stabilisce che tra il segnale che indica il limite di velocità e il dispositivo autovelox deve esserci una distanza minima di 1 chilometro . Per quanto riguarda la distanza tra due dispositivi differenti, sulle autostrade è richiesta una separazione di almeno 4 chilometri, mentre sulle strade extraurbane principali sono necessari 3 chilometri e su tutte le altre strade 1 chilometro. Gli autovelox fissi sulle strade urbane Quando possibile, gli enti dovrebbero privilegiare l’installazione di dossi rallentatori rispetto agli autovelox. L’utilizzo degli autovelox è ammesso solo se il limite di velocità non scende al di sotto dei 50 chilometri orari sulle strade urbane di scorrimento e delle urbane di quartiere e locali, né al di sotto dei 30 chilometri orari sulle urbane ciclabili e sugli itinerari ciclopedonali. Salvo eccezioni, non è consentito l’impiego degli autovelox sulle strade in cui il limite di velocità è inferiore di più di 20 chilometri orari rispetto a quello massimo stabilito dal Codice della Strada per quel tipo di arteria. La distanza minima tra il segnale del limite di velocità e l’autovelox deve essere di almeno 200 metri sulle strade urbane di scorrimento e di almeno 75 metri sulle altre strade. La distanza minima tra due autovelox è di almeno 500 metri nelle zone urbane e nei confini con l’ambito extraurbano. Gli autovelox saranno attivi solamente sulle strade urbane di scorrimento su tratti di almeno 500 metri, e tra due tratti controllati deve esserci una distanza di almeno 1 chilometro. Gli autovelox fissi sulle strade extraurbane Gli autovelox possono essere impiegati solo su autostrade, strade extraurbane principali , secondarie e locali, a condizione che il limite di velocità non sia inferiore di oltre 20 chilometri orari rispetto a quello stabilito dal Codice della Strada per il tipo di arteria. Sulle strade extraurbane ciclabili, il limite minimo di velocità non deve essere inferiore a 30 chilometri orari. L’utilizzo degli autovelox per monitorare la velocità media è consentito solo su autostrade, strade extraurbane principali e secondarie. La distanza tra i portali di ingresso e uscita dovrà essere di almeno un chilometro. Inoltre, la distanza tra il segnale del limite di velocità e l’autovelox dovrà essere di almeno un chilometro. Chi deve gestire le postazioni Le apparecchiature destinate al
Suzuki Swift: la brillante giapponese si rinnova
Suzuki Swift: la brillante giapponese si rinnova La Suzuki Swift è una delle auto più apprezzate del marchio a livello globale: 9 milioni di esemplari prodotti dal lancio della prima generazione sul finire del 2004, 500.000 soltanto in Europa. Adesso, la piccola e compatta giapponesina tutto pepe si rinnova con la quarta generazione, che promette di essere ancora scoppiettante ed esuberante, pragmatica e vincente grazie alla sua proverbiale agilità. Un’auto da città che si difende persino fuori dall’area urbana, merito anche del nuovo motore 1.0 hybrid a 3 cilindri. Lo stile della Suzuki Swift La quarta generazione di Suzuki Swift è più moderna e frizzante. L’anteriore viene rivisitato con un’ampia bocca che troneggia in posizione centrale, una mascherina massiccia a nido d’ape, che conferisce un temperamento sportivo. Tutto nuovo è anche il taglio dei gruppi ottici, che presentano una nuova firma a “ L “. Osservando la vista laterale si intuisce una bella dinamicità, esaltata dalla nervatura che corre lungo la silhouette da parte a parte, da cofano motore a portellone. Il tetto sospeso emana un gusto corsaiolo, anche se quest’auto ha nella città il suo fortino. Infine, al posteriore compaiono dei gruppi ottici a LED dall’effetto tridimensionale , che servono a sottolineare una modernità spiccata. Gli interni della Suzuki Swift La plancia è orientata verso il guidatore (Driver Oriented), con i suoi tasti fisici, compresi quelli della climatizzazione (di seri). Il cockpit, invece, è analogico e ben si abbina con la Swift, specialmentee quando si ha il cambio manuale. L’animo sportivo e accogliente viene amplificato anche dalle due tonalità di colore che caratterizzano l’abitacolo, nero e grigio chiaro, che ben si interfacciano con gli inserti satinati argento e grigio scuro. Fonte: Ufficio Stampa SuzukiGli interni della nuova Suzuki Swift Al centro del cruscotto si staglia lo schermo touch da 9” che presenta delle grafiche nitide e un sistema operativo dalla risposta rapida. Il sistema è dotato di collegamento allo smartphone per Apple CarPlay e Android Auto tramite Wi-Fi e USB, riconoscimento vocale e riproduzione musicale Bluetooth. Un nuovo motore Il motore della Suzuki Swift è un 1.2 aspirato 3 cilindri da 83 CV con sistema ibrido a 12 volt . Rispetto al precedente K12D migliora l’efficienza termica e abbassa le emissioni di CO2, che stanno sotto i 100 g/km. Al tempo stesso, anche la coppia viene implementata ai bassi regimi per garantire una maggiore reattività e delle prestazioni ancor più brillanti. Il sistema ibrido 12 volt converte l’energia cinetica creata in fase di decelerazione, immagazzinandola nella batteria agli ioni di litio, e assiste il motore in fase di accelerazione per garantire efficienza dei consumi e una riduzione delle emissioni. Questo propulsore può essere abbinato alla classica trasmissione manuale a 5 velocità, oppure a un cambio automatico CVT . Allestimento e prezzi La casa di Hamamatsu propone un unico allestimento “Top” che di serie offre tutto quanto. L’unico optional, da 500 euro, è la vernice metallizzata. Il listino prezzi della Suzuki Swift è così suddiviso: Suzuki Swift 2WD – 22.500 euro Suzuki Swft 2WD CVT – 24.000 euro Suzuki Swift 4WD – 24. 500 euro Rispetto alla versione che è pronta a cedere il passo, la nuova giapponesina costa soltanto 500 euro. Con tutti questi ingredienti cerca di vincere la sfida del mercato, sempre più dura e ricca di concorrenza agguerrita.
Cambio gomme
Cambio gomme Cambio Gomme dal 15 aprile 2025 Cambio gomme: perché scegliere Andreozzi Gomme a Roma Il cambio gomme è una delle operazioni più importanti per garantire la sicurezza e le performance della tua auto, ma anche per migliorare l’efficienza del consumo di carburante. Se ti trovi a Roma e stai cercando un’officina affidabile per il cambio gomme, Andreozzi Gomme è il punto di riferimento che fa per te. Scopriamo insieme perché! Perché è fondamentale cambiare le gomme in tempo? Le gomme sono il principale punto di contatto tra il veicolo e la strada. Per questo motivo, la loro manutenzione è cruciale per garantire una guida sicura. Il cambio gomme deve essere effettuato periodicamente, in particolare con l’arrivo delle stagioni più fredde e calde. Gomme invernali: ideali per affrontare le basse temperature e la pioggia. Offrono un’aderenza migliore su superfici scivolose come ghiaccio e neve. Gomme estive: progettate per offrire il massimo delle performance su asfalto caldo e asciutto, garantendo una guida sicura e ottimizzando i consumi. Gomme quattro stagioni: la soluzione ideale per chi non vuole fare il cambio gomme ogni stagione, ma senza rinunciare alla sicurezza. Il mancato cambio delle gomme in base alla stagione può compromettere la sicurezza di guida, specialmente in caso di pioggia, neve o temperature molto basse. Andreozzi Gomme: un servizio su misura Andreozzi Gomme è una realtà consolidata nel panorama romano, conosciuta per la sua esperienza pluriennale e per il servizio di alta qualità offerto ai propri clienti. Ecco perché scegliere Andreozzi Gomme: Professionalità e competenza: I tecnici di Andreozzi Gomme sono altamente qualificati e costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e i trend del settore. Affidandoti a loro, avrai la certezza che le tue gomme saranno montate correttamente e che la tua auto sarà pronta a viaggiare in totale sicurezza. Ampia scelta di pneumatici: Andreozzi Gomme offre una vasta gamma di pneumatici delle migliori marche, per ogni esigenza e tipo di veicolo. Sia che tu possieda una city car, un SUV o una macchina sportiva, troverai il prodotto giusto per te. Servizio veloce e preciso: Il team di Andreozzi Gomme è pronto ad offrire un servizio rapido, senza compromettere la qualità. Grazie all’esperienza e alla tecnologia di cui dispongono, il cambio gomme avviene in tempi brevi, permettendoti di riprendere subito la tua giornata. Controllo gratuito della sicurezza: Ogni volta che cambi le gomme presso Andreozzi Gomme, potrai approfittare di un controllo gratuito delle condizioni generali della tua auto, come la pressione delle gomme, l’usura dei freni e l’equilibratura delle ruote. Un’occasione imperdibile per mantenere il tuo veicolo sempre in perfetta forma. Convenienza e trasparenza: Andreozzi Gomme ti propone prezzi competitivi e trasparenti, senza sorprese. Puoi richiedere un preventivo online o telefonicamente, con la certezza di ricevere un servizio di alta qualità a un costo giusto. Quando è il momento giusto per il cambio gomme? Il cambio gomme deve avvenire in primavera e in autunno, quando le temperature cambiano in modo significativo. In generale, è consigliabile montare le gomme invernali quando la temperatura scende sotto i 7°C, e passare alle gomme estive quando la temperatura media supera i 7°C. Inoltre, è fondamentale monitorare regolarmente l’usura delle gomme: se il battistrada è consumato sotto i 1,6 mm, è tempo di sostituirle per evitare rischi. Concludendo Andreozzi Gomme è il partner ideale per chi cerca qualità, competenza e un servizio professionale per il cambio gomme a Roma. Non aspettare l’ultimo minuto per sostituire i tuoi pneumatici, affidati a chi conosce davvero il mondo delle gomme e della sicurezza stradale. Per maggiori informazioni o per prenotare il tuo cambio gomme, visita il sito di Andreozzi Gomme o contattaci direttamente. La tua sicurezza è la nostra priorità!
Michelin, il primo passo per gli pneumatici del futuro
Michelin, il primo passo per gli pneumatici del futuro Michelin punta alla Luna con le sue ruote airless: tecnologia spaziale per gli pneumatici del futuro. Michelin compie un balzo verso il futuro (e verso lo spazio), sviluppando un innovativo tipo di ruota airless pensato per affrontare le condizioni estreme della superficie lunare. Il colosso francese della gomma è stato scelto per collaborare con la NASA alla progettazione delle ruote del nuovo Lunar Terrain Vehicle (LTV), il rover che sarà utilizzato durante le missioni Artemis a partire dal 2030. Il progetto è ambizioso e visionario: creare una ruota capace di resistere a sbalzi termici estremi — da -240°C nelle notti lunari fino a +100°C durante il giorno — e di muoversi agilmente su un terreno accidentato, sabbioso e ricoperto di regolite, una polvere abrasiva e molto insidiosa. Inoltre, le ruote dovranno funzionare per anni senza alcuna manutenzione, un requisito fondamentale per un mezzo destinato a operare a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra. Il cuore della sfida è l’adozione della tecnologia airless, cioè priva di aria: una scelta che elimina del tutto il rischio di forature e perdita di pressione, garantendo massima affidabilità anche in ambienti ostili. Queste nuove ruote, chiamate “Lunar Wheels”, sono il risultato di una lunga attività di ricerca e sperimentazione nei laboratori di Ladoux, in Francia, il centro nevralgico dell’innovazione Michelin. Qui sono state realizzate simulazioni delle condizioni lunari, testando le ruote su terreni irregolari, pendii fino a 20 gradi e superfici simili a quella della Luna. Per la loro realizzazione si è fatto ricorso a tecnologie all’avanguardia come la stampa 3D e l’uso di materiali compositi avanzati, capaci di offrire al tempo stesso resistenza, flessibilità e leggerezza. Le ruote airless non sono solo un’evoluzione per le missioni spaziali, ma rappresentano anche una visione per la mobilità terrestre del futuro. Michelin, infatti, vede in questa sperimentazione un’opportunità per introdurre anche sulla Terra pneumatici più sostenibili, resistenti e longevi, potenzialmente in grado di ridurre l’impatto ambientale dell’automobilismo tradizionale. Questa collaborazione con la NASA non è la prima per Michelin nel campo spaziale: già in passato aveva lavorato a progetti simili, ma con questa nuova sfida punta a consolidare il proprio ruolo di leader nell’innovazione. Le Lunar Wheels potrebbero essere il primo passo di una rivoluzione più ampia, dove la tecnologia sviluppata per l’esplorazione spaziale troverà applicazione anche nella vita quotidiana.